Il prato di Bezin

Il prato di Bezin (1968)

Бежин луг

Bezhin Lug (Bezhin Meadow) was to be a Soviet film about a young farm boy whose father attempts to betray the government for political reasons by sabotaging the year's harvest, and the son's efforts to stop his own father to protect the Soviet state, culminating in the boy's murder and a social uprising. Assigned to Soviet film-maker Sergei Eisenstein, the filming followed the same path as with his previous effort, "Que Viva Mexico", into cost overrun and over-shooting of footage. Furthermore, Eisenstein's usage of forbidden experimental film techniques outraged his government superiors, who ordered the film destroyed before it was even completed. All that survives are the first and last frames of each shot, preserved by Sergei Eisenstein’s wife, Pera Atasheva. The 1967 reconstruction, by Naum Kleiman of the Eisenstein Museum and Sergei Yutkevich of Gosfilmofond, places these frames in order, approximating the original film.

Data di uscita
1968-03-04
TMDB
6.0 / 10 (27)
Durata
31 min
Generi
Dramma
Regista
Сергей Эйзенштейн

Cast

Curiosità

  • Basato su: Il prato di Bež

Bežin lug è un film sovietico del 1937 diretto da Sergej Michajlovič Ėjzenštejn e noto per essere stato in gran parte distrutto prima di essere terminato.

Produzione

Aleksandr Ržeševskij, che già aveva avuto l'occasione di lavorare con Vsevolod Illarionovič Pudovkin in Un caso semplice nel 1932 e aveva già girato un proprio film dal titolo Oceano nel 1931, propose la propria sceneggiatura a Ejzenštejn nel 1934, dopo che era già stata rifiutata dal regista Boris Barnet. Ejzenštejn mostrò subito di apprezzarla nonostante avesse alcune riserve sulla qualità della trama e sulla resa dei personaggi.

Il film fu commissionato dal Komsomol al fine di onorare gli sforzi di Ejzenštejn e Ržeševskij a sostegno della collettivizzazione delle fattorie. L'organizzazione insistette affinché l'opera si focalizzasse sulla "ricostruzione socialista nelle campagne". Le riprese cominciarono a metà del 1935 e nell'ottobre dello stesso anno venne presentato allo studio Mosfil'm, che produceva la pellicola, il primo montaggio delle scene già girate.

La sceneggiatura venne così nuovamente rivista da Ejzenštejn il quale riconobbe la presenza di errori nella versione rifiutata. Bisogna anche aggiungere che il regista non effettuava la visione pubblica dei giornalieri affinché fossero verificati dalla produzione.

La realizzazione della pellicola costò due milioni di rubli e durò due anni. Al momento della selezione degli attori Ejzenštejn preferì sceglierne di non professionisti cercando piuttosto delle persone che corrispondessero il più possibile al "tipo" del ruolo rappresentato. Alle audizioni vennero provinati duemila ragazzi per il ruolo di Stepok, ovvero il Morozov del film.

Il comitato esecutivo centrale del partito comunista chiese di visionare la pellicola prima della sua uscita per poterla approvare. Tuttavia tutte le versioni proposte vennero rifiutate dal comitato che le considerò "non artistiche e politicamente errate" e dichiarò che il regista "confondeva la lotta di classe con la battaglia tra il bene e il male".

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