Fabiola (1949)
Il film è ambientato nel IV secolo e la storia inizia in Gallia, dove Rhual, un giovane gallo sta per partire per Roma insieme al decurione Quadrato. A Roma, trova lavoro come gladiatore per il senatore Fabio Severo che viene poi assassinato dagli sgherri dell'imperatore. Della sua morte vengono accusati i cristiani dei quali Rhual prenderà pubblicamente le difese. La figlia di Fabio Severo, Fabiola, che ha una relazione con Rhual, all'inizio lo crede colpevole ma poi ottiene per lui la liberazione che Rhual rifiuta. Dopo il martirio di Sebastiano, anche Fabiola passa dalla parte dei cristiani e viene imprigionata insieme a loro. Nell'arena, Rhual si rifiuterà di uccidere, proclamando la sua fede della non violenza. Anche i suoi avversari, vinti dal suo esempio, gettano le armi. Le armate di Costantino in marcia su Roma li salveranno dalla morte.
- Data di uscita
- 1949-03-03
- TMDB
- 5.8 / 10 (11)
- Durata
- 2 h 44 min
- Generi
- Storia, Dramma
- Regista
- Alessandro Blasetti
Cast
- Michèle Morgan — Fabiola
- Henri Vidal — Rhual
- Michel Simon — Senator Fabius Severus
- Louis Salou — Fulvius Petronius
- Elisa Cegani — Sira
- Massimo Girotti — Sebastian
- Gino Cervi — Quadratus
- Rina Morelli — Faustina
- Paul Müller
- Guglielmo Barnabò — Antonio
- Umberto Sacripante — Funzionario dell'Annona
- Virgilio Riento — Pietro
Curiosità
- Basato su: Fabiola o la Chiesa delle catacombe
Fabiola è un film del 1949 diretto da Alessandro Blasetti.
Produzione
Il film è una co-produzione italo-francese prodotta da Universalia Film. È tratto, in modo molto libero, dal romanzo Fabiola o la Chiesa delle catacombe, scritto poco meno di cento anni prima dal cardinale Nicholas Wiseman: Romanzo che in Italia, già nel 1918, era stato ridotto per lo schermo con il film Fabiola di Enrico Guazzoni. Nel 1960, ne verrà tratta un'altra versione, La rivolta degli schiavi, con regista Nunzio Malasomma.
La fase della sceneggiatura fu molto lunga e tormentata, sebbene nei crediti compaiano solo un paio di nomi almeno una decina furono le persone coinvolte. Anche la produzione vera e propria fu molto lunga tanto che per alcuni fu questo film che permise all'industria cinematografica di rinascere dopo il disastro della guerra e in un certo senso avrebbe poi permesso l'arrivo degli studios hollywoodiani per la realizzazione di Quo Vadis e tanti altr…
Il film fu girato quasi interamente negli studi di Cinecittà, per le scene finali con i combattimenti dei gladiatori e il martirio dei cristiani venne scelta l'Arena di Verona.
La realizzazione dei manifesti per l'Italia fu affidata al pittore cartellonista Tito Corbella e Duilio Cambellotti.
Alla fine delle riprese del film i due protagonisti francesi si sposarono.
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