Thaïs (1917)
The beautiful Thaïs Galitzy plays Vera, a Slavic countess, a seductress who drags married men to the brink of ruin. When she seduces the husband of her best friend, all involved meet a nasty fate.
- Data di uscita
- 1917-10-04
- TMDB
- 5.6 / 10 (16)
- Durata
- 35 min
- Generi
- Dramma
- Regista
- Anton Giulio Bragaglia
Cast
- Thaïs Galitzky — Countess Vera Preobrajenska
- Ileana Leonidoff — Countess Bianca Stagno-Bellincioni
- Augusto Bandini — Oscar
- Mario Parpagnoli — Count of San Remo
- Dante Paletti — A Suitor
- Alberto Casanova — A Suitor
Curiosità
- Basato su: Taide
Thaïs è un film muto del 1917 legato al movimento futurista, diretto da Anton Giulio Bragaglia e Riccardo Cassano.
Produzione
Con Thaïs Bragaglia volle trasporre sullo schermo le idee futuriste, movimento che considerava con interesse il cinema, in quanto manifestazione artistica basata sulle "macchine".
Già in precedenza Bragaglia aveva realizzato una mostra (1911) ed un libro (1912) sulla "fotodinamica futurista"; aveva inoltre stampato delle cartoline e tenuto delle conferenze in cui sosteneva che si era in presenza di un'arte nuova, la sola che poteva catturare la complessità del movimento ed il ritmo della realtà, anche se il gruppo milanese dei futuristi (Boccioni, Carrà, Balla, tra gli altri) contestò le sue posizioni.
Nel 1916 il gruppo futurista fiorentino aveva prodotto Vita futurista (film, oggi perduto, realizzato con fondi personali da Arnaldo Ginna, su incoraggiamento di Marinetti), la cui distribuzione era stata affidata, ma senza esito, allo stesso Bragaglia.
Emidio De Medio, un distributore cinematografico romano attento alle novità intellettuali, volle partecipare a queste iniziative, fondando una nuova società di produzione, la "Novissima Film", costituita il 1 luglio 1920 con un capitale di 3 milioni di lire, che rilevò i due teatri di posa della "De Medio e Cerrina" ubicati nei pressi della Appia nuova.
La sceneggiatura fu scritta da Bragaglia e Riccardo Cassano, un regista proveniente dalla Cines che, secondo alcuni, fu il vero regista del film, data l'impreparazione di Bragaglia nel campo della tecnica cinematografica). Le scenografie furono realizzate dal pittore Enrico Prampolini, anch'egli esponente dell'avanguardia, che delineò un «ambiente geometrico, astratto, decorativo, con spunti simbolistici anche molto pronunciati [e con] grandi occ…
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