Messalina (1924)
Claudio diventa imperatore dopo l'uccisione di Caligola da parte dei pretoriani, il cui capo, Marco, è innamorato della di lui moglie, l'immorale Messalina. In una delle sue abituali avventure nelle zone malfamate, Messalina viene salvata durante una retata da Ennio, uno schiavo persiano, di cui si innamora. Diventa così rivale di Mirit, sacerdotessa di Iside, che ricatta lo schiavo per avere i suoi favori. L'imperatore Claudio, intanto sventa un complotto per rovesciarlo ordito da Marco, e lo fa uccidere. Per ottenere la libertà, Ennio partecipa ad una corsa di quadrighe, ma Mirit, indispettita dai suoi rifiuti, gli fa uccidere i preziosi cavalli su cui egli contava per la vittoria. Senza questi, Ennio si rovescia durante la gara e rischia di essere ucciso dai gladiatori, e sarà Messalina ad intervenire ed a portarlo in salvo. Ma poi l'imperatrice ordisce un complotto contro il marito e quando è scoperta, preferisce uccidersi prima di essere ridotta in catene dai pretoriani.
- Data di uscita
- 1924-01-12
- TMDB
- 4.5 / 10 (9)
- Durata
- 2 h 5 min
- Generi
- Dramma, Storia
- Regista
- Enrico Guazzoni
Cast
- Rina De Liguoro — Messalina
- Calisto Bertramo
- Gildo Bocci — Apollonio
- Bruto Castellani — Tigrane
- Mario Cusmich — Caio Silvio
- Édouard de Max
- Alfredo de Felice
- Aristide Garbini — Narciso
- Rita Jolivet
- Augusto Mastripietri — Claudio
- Gino Talamo — Ennio
- Gianna Terribili-Gonzales — Mirit
Curiosità
Messalina è un film muto del 1923, sceneggiato, prodotto e diretto da Enrico Guazzoni.
Produzione
Prodotto dal regista stesso tramite la sua società "Guazzoni film", Messalina rientra nella serie di film con i quali la produzione italiana, ormai quasi tutta confluita nell'U.C.I., tenta nella prima metà degli anni venti di risollevare le proprie sorti, rese incerte dal massiccio ingresso dei prodotti provenienti da altri paesi europei e, soprattutto, dagli Stati Uniti.
Si credeva che questo rilancio dovesse basarsi soprattutto sulla riedizione di film, imperniati su vicende legate alla romanità, che già in passato avevano avuto notevole successo, anche commerciale, nei Paesi europei e negli USA. Già Mario Caserini, infatti, aveva girato nel 1910 una versione di 432 metri (Messalina).
Al Messalina di Guazzoni seguì nel 1926 un clamoroso insuccesso commerciale, Gli ultimi giorni di Pompei, tratto dal romanzo di Edward Bulwer-Lytton, oggetto di due precedenti adattamenti.
L'entusiasmo rispetto al tema della romanità, vista come potenza che ha potuto sfuggire al suo declino abbracciando il Cristianesimo e la speranza di un rilancio, poi rivelatosi effimero, della cinematografia italiana è testimoniato anche dall'eccezionale (per i tempi) visita che il re in persona fece sul set del film durante la lavorazione che, secondo Guazzoni, fu «un doveroso omaggio alla genialità ed intraprendenza dei nostri uomini di cinema…
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