Troppo forte

Troppo forte (1986)

Oscar è un borgataro che sogna un futuro da attore cinematografico, o almeno da stuntman. Per contattare un produttore inscena un incidente, nel quale però resta ferita davvero una giovane attrice, che per questo perde la parte. La ragazza si installa a casa di Oscar in attesa del marito con cui tornare in America.

Data di uscita
1986-01-30
TMDB
6.5 / 10 (217)
Durata
1 h 50 min
Generi
Commedia
Regista
Carlo Verdone

Cast

Curiosità

Troppo forte è un film italiano del 1986 diretto da Carlo Verdone.

Produzione

Scritto da Carlo Verdone assieme ai suoi due mentori artistici, Sergio Leone e Alberto Sordi, e con l'apporto di Rodolfo Sonego, sceneggiatore di fiducia di Sordi, l'idea iniziale di Troppo forte nacque dalla voglia di Verdone di «raccontare un bullo di periferia e costruire su di lui l'intero film».

La pellicola mostra una Roma preda di «un'estate torrida, desolata, deserta...» Fu questa una precisa scelta stilistica di Verdone, il quale, in controtendenza rispetto alla propria precedente filmografia, volle così trasmettere agli spettatori «l'idea di una realtà squallida, calda, opprimente», resa attingendo anche a un diverso metodo di riprese: «niente camera fissa e primi piani, ma inquadrature mobili, tagli all'americana».

Alcune sequenze, come quella tra Pettinari e i coatti girata presso il gasometro, furono dirette da Leone.

La parte del legale preda di crisi d'identità era stata in origine pensata da Verdone per Leopoldo Trieste, storico caratterista del cinema italiano, il quale ne avrebbe dovuto dare un'interpretazione meno invadente e più dimessa, ovvero un «avvocaticchio» maggiormente in linea col registro stilistico della pellicola, ma che per via d'ingerenze della produzione si vide riassegnato il ruolo ad Alberto Sordi, fortemente desideroso di prendervi part…

Stella Hall, esordiente modella statunitense e protagonista femminile, venne scelta da Verdone poiché «occorreva [...] un viso che si distaccasse decisamente da quello degli altri personaggi» italiani e, in gran parte, romani come i bulli che fanno da contorno a Oscar, dei «Rambo di periferia», tutti figuranti non professionisti e pescati nelle borgate della capitale.

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