Passion (1982)
Un regista polacco è in Svizzera con la sua troupe per girare Passion, un film incentrato su "Tableaux vivants" che riproducono le opere di famosi pittori. I problemi tecnici del film innervosiscono il regista che per di più è attratto contemporaneamente da due donne: la Huppert, una balbuziente operaia, e la Schygulla, la padrona dell'albergo.
- Data di uscita
- 1982-05-26
- TMDB
- 5.6 / 10 (68)
- Durata
- 1 h 24 min
- Generi
- Dramma, Commedia
- Regista
- Jean-Luc Godard
Cast
- Isabelle Huppert — Isabelle
- Hanna Schygulla — Hanna
- Michel Piccoli — Michel Boulard
- Jerzy Radziwiłowicz — Jerzy
- László Szabó — Laszlo
- Jean-François Stévenin — Le machino
- Patrick Bonnel — Bonnel
- Sophie Lucachevski — Script-girl
- Barbara Tissier
- Myriem Roussel — Myriem
- Magali Campos — Magali
- Serge Desarnaulds
Curiosità
Passion è un film del 1982 diretto da Jean-Luc Godard, vincitore del Grand Prix tecnico al 35º Festival di Cannes.
Produzione
Le riprese di Passion cominciano a fine novembre 1981, gli esterni sul lago di Ginevra presso Nyon, gli interni (a gennaio 1982) negli studi cinematografici di Billancourt, a Parigi. Fa così freddo che la macchina da presa Aäton 35 mm finalmente messa a punto da Jean-Pierre Beauviala su indicazioni di Godard, va sovente in blocco.
Il regista ha incontrato Hanna Schygulla a Hollywood, negli studi Zoetrope dove Francis Ford Coppola sta girando Un sogno lungo un giorno con l'impiego di tecniche video che Godard ha sperimentato negli anni precedenti. Domanda subito all'attrice tedesca di recitare nel suo prossimo film, lei chiede di vedere una sinossi di qualche pagina prima di decidere.
Il progetto è un remake di Toni, un film di Jean Renoir, ma l'idea sfuma quasi subito perché gli eredi del regista francese morto nel 1979 non vogliono cedere i diritti. Il passaggio da Toni a Passion avverrà grazie alla presenza di Godard sul set di Un sogno lungo un giorno; è qui infatti che sta girando materiale per una specie di making of che nelle sue intenzioni dovrebbe intitolarsi Anatomy of a shot, e che non vedrà mai la luce: rimarrà per…
Alla sceneggiatura (intesa in senso godardiano, cioè una discussione di gruppo sul carattere dei personaggi e sulla trama) partecipa anche Jean-Claude Carrière, finché non parte per il Messico per aiutare Luis Buñuel a scrivere la sua autobiografia, che uscirà postuma con il titolo Dei miei sospiri estremi.
Per il ruolo del regista, suo alter ego, Godard vuole l'attore polacco Jerzy Radziwiłowicz, che grazie alle interpretazioni dei film di Andrzej Wajda è diventato uno dei simboli della lotta sindacale di Solidarność. Isabelle Huppert interpreta invece un personaggio difficile, una sindacalista cattolica ispirata alla figura di Simone Weil.
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