Il Decameron (1971)
Nove novelle del Boccaccio: la storia di Ser Cepperello, di Andreuccio il pittore che si fa derubare di tutti i soldi da una donna che si finge sua sorellastra; di Masetti, che entra in un convento e si fa sedurre dalle monache che lo lasceranno senza forze; di Lisabetta che conserva la testa del suo amante - ucciso dai suoi fratelli - sotto una pianta di basilico...
- Data di uscita
- 1971-08-25
- TMDB
- 6.9 / 10 (368)
- Durata
- 1 h 52 min
- Generi
- Storia, Dramma, Commedia
- Regista
- Pier Paolo Pasolini
Cast
- Franco Citti — Ciappelletto
- Ninetto Davoli — Andreuccio of Perugia
- Jovan Jovanović — Rustico (scenes deleted)
- Angela Luce — Peronella
- Vincenzo Amato — Masetto of Lamporecchio
- Giuseppe Zigaina — Monk
- Maria Gabriella Maione — Una Madonna
- Vincenzo Cristo
- Pier Paolo Pasolini — Allievo di Giotto
- Giorgio Iovine — Lizio da Valbona
- Salvatore Bilardo
- Vincenzo Ferrigno — Giannello
Curiosità
- Basato su: Decameron
- Girato a: Centro-Valle della Loira
- Premi: 1 · Candidature: 0. Tra cui: Orso d'argento, gran premio della giuria
Il Decameron è un film del 1971 sceneggiato e diretto da Pier Paolo Pasolini, tratto dall'omonima opera di Giovanni Boccaccio.
Produzione
In una lettera della primavera del 1970, Pasolini spiegava al produttore Franco Rossellini di aver modificato la sua originaria idea di ridurre l'intero Decameron a quattro o cinque novelle di ambiente napoletano e di voler dare invece «un'immagine completa e oggettiva del Decameron» attraverso la scelta del maggior numero possibile di racconti.
La scelta delle novelle appariva ancora caratterizzata da estrema eterogeneità. Solo tre novelle del Decameron sono di ambientazione partenopea; Pasolini rafforzava la "napoletanità" della propria rivisitazione trasferendone altre, di ambientazione toscana, a Napoli e dintorni.
Dalla sceneggiatura alla forma definitiva del film, il cambiamento più importante riguardò la sostituzione dello schema tripolare con quello bipolare. Furono eliminati il racconto-cornice di Chichibio e altre due novelle (tra cui quella di Alibech, nel trattamento definita dall'autore di «grazia sublime», ma ritenuta dissonante rispetto al resto del film e comunque eliminata solo all'ultimo, tanto che gli interpreti appaiono comunque accreditati…
Un'importanza particolare riveste, fin dal trattamento e poi nelle elaborazioni successive, il racconto di Giotto che si reca a Napoli per affrescare la chiesa di Santa Chiara. L'artista figura in effetti nella novella 5 della VI giornata, che però è ambientata nei dintorni di Firenze e ha andamento aneddotico.
Pasolini tagliò dalla versione finale due scene, oggi perdute: la novella di Girolamo e Salvestra e la storia di Alibech. In particolare per quest'ultima sequenza le riprese si spostarono nella città vecchia di Sana'a, Yemen, ove Pasolini avrebbe poi girato anche parte de Il fiore delle Mille e una notte, l'ultimo capitolo della trilogia della vita.
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