Risate di gioia

Risate di gioia (1960)

Le persone e le passioni ti ruberanno il cuore!

E' la notte di San Silvestro e Tortorella, una generica di Cinecittà che campa grazie a piccoli ruoli nel cinema, si trova coinvolta suo malgrado in un furto, a causa dell'amico Umberto, ex attore di infimo ordine, che sembra farle la corte, ma in realtà fa da palo al ladro Lello.

Data di uscita
1960-10-21
TMDB
6.9 / 10 (54)
Durata
1 h 46 min
Generi
Commedia
Regista
Mario Monicelli

Cast

Curiosità

  • Girato a: Roma

Risate di gioia è un film del 1960 diretto da Mario Monicelli.

Produzione

Secondo Matilde Hochkofler Risate di gioia nasce da una vertenza giudiziaria: nel febbraio 1959 la Magnani citò in giudizio il produttore Sandro Pallavicini chiedendo un risarcimento di 59 milioni di lire per via di un contratto del 1956 non rispettato. I due poi si accordano per la realizzazione di un film intitolato Il pulcino che, però, non fu ritenuto commercialmente valido e fu sostituito dal soggetto di Risate di gioia.

Inizialmente per la regia si pensò a Comencini, che però alla fine rifiutò. Mentre gli interni del film furono prodotti presso gli stabilimenti Titanus, gli esterni furono quasi interamente girati di notte (a parte le scene finali sul Lungotevere).

Fu la stessa Magnani a suggerire che il ruolo del ladruncolo Lello fosse affidato a Ben Gazzara, un giovane attore di origini italiane che lei aveva conosciuto ad Hollywood.

Inizialmente Anna Magnani non voleva fare coppia con Totò. «Quando dissi alla Magnani – ha raccontato il regista Mario Monicelli - che per il ruolo del suo compagno avevo pensato a Totò (…) lei non lo voleva assolutamente…. Fu una cosa abbastanza spiacevole, perché pensava che questo l'avrebbe squalificata».

Secondo Giancarlo Governi «l'atteggiamento della Magnani è comprensibile: lei ha appena vinto un Premio Oscar, Totò invece è rimasto legato ad un cinema che viene considerato provinciale». I due attori avevano lavorato a lungo insieme nel varietà, anche nel periodo anteguerra ed il duetto di Geppina Gepì – una scena girata nel Casinò di Anzio - è un omaggio a quel loro periodo, di cui però non sono purtroppo rimaste testimonianze visive.

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