L'attore scomparso

L'attore scomparso (1941)

Durante la rappresentazione di una pochade un attore deve rinchiudersi in un armadio per poi riuscirne, scoperto dal marito tradito. Ma l'attore scompare dall'armadio e la recita deve essere sospesa. Un commissario di polizia che si trovava in teatro in seguito ad una sibillina lettera anonima, sale sul palcoscenico, impedisce al pubblico di uscire dalla sala ed inizia una serrata inchiesta per venire a capo della misteriosa scomparsa. Tra la sorpresa generale l'attore viene poi identificato nel pompiere di servizio: poiché la commedia gli sembrava troppo banale, ha ideato uno stratagemma per provocare delle situazioni che, uscendo dalla finzione scenica, mettessero in luce i caratteri dei veri personaggi. La trovata piace al pubblico che applaude sinceramente e l'attore ottiene una nuova scrittura.

Data di uscita
1941-06-02
TMDB
7.0 / 10 (1)
Durata
1 h 18 min
Generi
Mistero
Regista
Luigi Zampa

Cast

Curiosità

L'attore scomparso è un film del 1941 diretto da Luigi Zampa, che costituisce la prima prova registica della sua più che quarantennale carriera cinematografica. In questa occasione egli fu affiancato da Gennaro Righelli in qualità di supervisore. La pellicola risulta attualmente irreperibile.

Produzione

L'attore scomparso, tratto da una commedia dell'attore e scrittore tedesco Theo Lingen, costituisce il primo impegno della lunghissima carriera registica di Luigi Zampa, che sino ad allora aveva svolto negli anni 1939 - 1940 un'intensa attività di sceneggiatore per film diretti da importanti registi, tra cui Camerini e Soldati.

Il film fu realizzato presso gli studi di Cinecittà e durante la lavorazione venne presentato con svariati titoli, puntualmente riportati dalle cronache del tempo: dapprima Cosa si recita questa sera e successivamente Un attore si diverte, prima di assumere quello definitivo. Le promozioni annunciarono anche la presenza di Armando Falconi quale protagonista, che poi non si realizzò.

Rientra tra quelle pellicole di genere "giallo" che, in quanto prodotto considerato di derivazione straniera, risultavano invise al regime per cui «quando il Minculpop manifesta la sua avversione per la narrativa gialla inglese o americana, pur esortano una produzione italiana del genere, sullo schermo si rinnovano i quadri degli investigatori cinematografici alla ricerca del detective ideale».

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